Voci che aprono spazi di comprensione. Del mondo, della vita, di sé.

Ciò che resta

Dell’eco distratta di tutto quel clamore
Del bagliore di quelle immagini
Dei colori del cielo
Dei profumi antichi della campagna
Delle corse e dei giochi di allora
Sopravvivono solo
Dispersi frammenti di fantasia
Un mosaico ininterrotto di emozioni
Un caleidoscopio di speranze
Briciole di antichi sentimenti
Abbandonate nel parco dei desideri
Poche cose
Qualche voce lontana
Intonata dal profondo del cuore
Momenti affollati di nostalgia
Accenni di rimpianto
Oggetti alla rinfusa
Robe indistinte
Quasi magazzini
Archivi della memoria
Testimoni del possesso terreno
Senza anima
Avvinghiati alla polvere
E alle svariate sfide del tempo
Soavi parole
Cenni di gioia mescolati in un unico contesto
Litanie di invocazioni
Echi di grida remote
Avvolte subito dalle tenebre del silenzio
Riflessioni
Sul profilo della vetta
Rapite
Da un vento freddo ed ostinato di tramontana
Tardivi flussi di saggezza
Scampoli di sogni lasciati svanire al sole
Come rugiada del mattino
E poi il crudo
Gelido
Richiamo dell’angoscia
Nel momento degli ultimi
Affannati sospiri
Prima del commiato

 

 

___

© Giovanni Quaccia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *