Penso a quel giorno gelido di novembre
Graffiavano ancora la mia vita
Inquadrature
Lontane nel tempo ormai
Una nebbia fitta che ti pungeva il corpo
Scene che sono tornate spesso
Davanti ai miei occhi
Angoli di quelle case
Sempre le stesse
Gli stessi odori
Briciole di sogno chiuse in valigie gonfie
Di pezzi della mia vita
Per quel commiato
Come una lancia
Infilata nella schiena
Quei giochi bambini
E quelle gocce di sudore
Fredde
Gli occhi umidi di mia madre
Lo sguardo vigile e stanco
Del distacco da casa
Tutta la famiglia sulla soglia
Figure inerti
Volti impietriti dalla commozione
Espressioni e colori
Che mi hanno accompagnato
E custodito nel tempo
Insieme al cumulo di desideri repressi
Una litania di passioni
Lasciate in un angolo insieme a
Sogni e chimere
Cori di ricordi
Una cantilena di illusioni
E quella locomotiva sbuffante
Lenta come il destino
Quegli angoli poi e quelle finestre
Illuminate per la colazione del mattino
Ciascuno con una storia delle mie radici
Un episodio
Un nome
Tanti nomi
Mescolati alla rinfusa
Forse un sorriso
La bottega del pane
Quel profumo inimitabile del forno
Il portone chiuso della scuola
La chiesa
Il suono delle campane
Il barbiere davanti alla vetrina
Poi il tuffo fra tutta quella gente
Altri sguardi curiosi
Noi siamo nati con la voglia di emigrare
Di cercare altre realtà
Con il vento nel cuore
Tesi
A intrecciare corolle profumate di ricordi
E di nostalgia
Di riempire di amici nuovi la giornata
Di imparare nuove lingue
Di conoscere nuovi costumi
Di costruire un nuovo cammino
In luoghi da scoprire
Rifugio interiore dell’anima
Di città straniere
Nuove esperienze
Luoghi di inquietudine
Oasi di sogno
Ferite e tormento
Intrecci di ricordi e di speranze
Preghiere e invocazioni
Un inchino
Al Signore del cielo

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