Sono questi argini
Queste infinite campagne
E questi filari di pioppi
Ad affollare i miei ricordi
È il fascino delle rive del fiume
La pace delle lanche
Interrotta solo dal gracidare delle rane
È questo lento scorrere delle acque
Sono le viole di maggio
a punteggiare l’erba di primavera
I ramarri
Il volo agile delle libellule
Il canto ritmato delle folaghe
I colori così vivi che ancora mi luccicano in mente
Insieme a quelle interminabili corse
Sulle capezzagne
Fra gli ontani
Le farnie e gli arbusti della brughiera
A seguire fossi e sentieri
Che parevano dischiudere ogni giorno
Nuove scoperte
La mia terra sono i barconi dei renaioli
Le chiatte del ponte
I canti dei pescatori
Quelle note lontane
Quelle nenie senza parole
Ormai diventate
Lievi sospiri di archi
Melodie malinconiche
Riflessioni dorate
Di rimpianto e di nostalgia
Per quelle sere di preghiera
E quel latino della nonna
La cui melodia
Mi è rimasta in corpo
Per tutta la vita

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